Una buona notizia

Helene Fontana
Un giorno del dicembre scorso, sul Corriere della Sera c’era una pagina che raccoglieva una serie di foto che rappresentavano alcune delle notizie che ci sono giunte da vicino e da lontano nell’anno scorso. Purtroppo era una raccolta che metteva tristezza, e spavento. C’era la foto di un corpo per terra, coperto, con una bambola vicina: una delle vittime dell’attentato a Nizza. C’era la foto di un barcone stracarico di uomini e donne che stava per ribaltarsi in mezzo al mare, a ricordarci tutte le persone in fuga che hanno perso la vita nel Mediterraneo. C’era la foto del bambino tutto coperto di polvere, seduto in una ambulanza dopo essere stato tirato fuori dalle macerie causate da un bombardamento ad Aleppo; un sopravvissuto, a differenza dei molti che vi hanno perso la vita. E c’erano altre foto ancora…
Anche senza le foto, questi e molti altri eventi rimangono nella nostra memoria. Mettono tristezza, e paura, perché temiamo – non senza ragione – che ce ne saranno altri simili, e ci sembra di potervi solo assistere, senza poter fare niente per impedirli o per cambiare le cose in meglio.
Pensando indietro al 2016, a queste notizie dal mondo si aggiungono poi quegli eventi che nel corso dell’anno hanno coinvolto ciascuno e ciascuna personalmente. Certamente anche molti eventi lieti, molte soddisfazioni, ma per molti non è stato comunque un tempo semplice, c’è chi ha vissuto problemi in famiglia, chi ha avuto difficoltà sul fronte lavorativo, chi ha dovuto affrontare problemi di salute …
Tenuto conto di tutto ciò, vien da pensare che avremmo proprio bisogno di una notizia diversa, una parola bella, che può risvegliare in noi la speranza, il coraggio, un po’ di serenità. Una parola come: Il tuo Dio regna! Oppure: è nato per voi un Salvatore! O: egli è risuscitato dai morti! O ancora: [niente e nessuno potrà] separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore!
“Il tuo Dio regna!” Questo è stato il messaggio del profeta Isaia per un popolo non meno tribolato di molti del nostro tempo. Un popolo che aveva visto distruggere dall’esercito babilonese tutto quello in cui aveva riposto la propria fiducia, tutto quello che gli aveva dato sicurezza e prosperità: un popolo che da ormai molti anni si trovava in esilio. Questa sciagura aveva segnato la loro mente ed il loro cuore: “tu tremi continuamente, tutto il giorno, davanti al furore dell’oppressore”, dice Dio al popolo nel cap.51 (v.13).
Tremava continuamente, il popolo d’Israele, sempre in attesa di altre cattive notizie, ormai senza speranza …. Ma ecco che il Signore attraverso il profeta Isaia lo chiama a risollevarsi da quella disperazione: “risvegliati, risvegliati, rivestiti della tua forza, Sion!” (52:1), e di prepararsi invece per una buona notizia. Perché Dio sarebbe intervenuto in loro favore, per ricondurli nel loro paese e ridare loro la libertà. Lui stesso sarebbe stato con loro.
Ed ecco “quanto sono belli, sui monti, i piedi del messaggero di buone notizie, che annuncia la pace … che annuncia la salvezza, che dice a Sion ‘Il tuo Dio regna!” (52:7). Che racconta che la vita ed il futuro del popolo non sono controllati da forze ostili ma sono nelle mani di Dio.
Il popolo d’Israele è tornato nella sua terra dopo l’esilio. Non è certamente stata un’impresa facile ricostruire il paese. Non ha vissuto a lungo in pace. Ma la consapevolezza che Dio è sempre stato al loro fianco nel tempo, e che è “Dio che regna”, che porta la storia verso la sua meta, ha infuso in loro speranza e coraggio per andare avanti e per testimoniare la fedeltà del Signore.
Nel corso del tempo Dio ha mandato altri messaggeri ad annunciare “il tuo Dio regna!” Gli angeli ed i pastori la notte di Natale. Coloro che hanno incontrato Gesù e sono stati guariti da lui e che presso di lui hanno trovato accoglienza. Le donne la mattina di Pasqua. Paolo ed i suoi collaboratori …
Certo, anche per il nuovo popolo di Dio, per coloro che confidano in lui, l’impresa non è facile. C’è sempre da confrontarsi con cattive notizie. Il mondo è ancora pieno di ingiustizia e di dolore, nelle nostre vite non mancano le difficoltà ed i problemi, piccoli e grandi. Ma la consapevolezza che il nostro Dio regna ci permette di guardarci intorno con occhi diversi. Ci permette di captare in mezzo a tutto il resto, in mezzo a ciò che ci spaventa e che ci fa male, anche le buone notizie, i segni della presenza del Signore, del suo Regno: che sia la forza che ci arriva in mezzo alla debolezza, l’impegno profuso per la giustizia, la mano data a chi ha bisogno, la risoluzione di un problema, l’apertura verso l’altro …
Questa visione ci viene data non solo per il nostro bene, non solo da tenere per noi. Con l’aiuto della fede possiamo scorgere i segni della presenza di Dio nel nostro mondo e nella nostra vita, e come sentinelle e messaggeri annunciarli ad altri, a coloro che “tremano tutto il giorno”, che si sentono sommersi dalle cattive notizie da vicino e da lontano, e a coloro che le subiscono. Diventando anche noi stessi segni del fatto che il nostro Dio regna, nella nostra vita e nel nostro mondo.

(Articolo per Riforma pagina Fede e spiritualità, gennaio 2017)

marzo 1, 2017